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Villa Thiene

Villa-Thiene, ville del palladio

Villa Thiene, Comune di Quinto Vicentino

Nel centro di Quinto Vicentino, lambita a ovest dal fiume Tesina, sorge la villa voluta dai fratelli Marcantonio e Adriano Thiene probabilmente intorno al 1542.
Dopo la morte di Adriano (1550) e di Marcantonio (1560), la proprietà passa a Ottavio Thiene che abbandona il cantiere per il suo trasferimento a Scandiano (Reggio Emilia) nel feudo della moglie Laura Boiardo. Suggestiva l’ipotesi che vede come progettista Giulio Romano, cui spetterebbe anche il Palazzo Thiene a Vicenza. Palladio, direttore dei lavori, sarebbe intervenuto in un secondo tempo. Palladio invero pubblica il progetto della villa nei “Quattro Libri dell’Architettura” del 1570, dove si comprende la vastità del complesso articolato attorno a un cortile-peristilio, come la casa degli “antichi”. Sarà però costruita solo una parte dell’ala nord-ovest. Peraltro un disegno, conservato presso il Worcester College di Oxford, documenta come Palladio avesse ridimensionato il progetto iniziale in fase di esecuzione.
La facciata rimasta originale è quella nord in laterizio (ma predisposta per essere intonacata), ritmata da coppie di lesene doriche di ordine gigante che reggono la trabeazione di metope e triglifi sulla quale insiste il grande attico triangolare. Nelle tre campate in cui è divisa la facciata sono ospitate, alternate a nicchie, finestre architravate (la centrale in epoca recente è stata trasformata in porta).
La fronte sud, articolata su due piani più il piano granai, con attico triangolare centrale, è frutto di una parziale demolizione della fabbrica cinquecentesca e di una riedificazione ottocentesca difforme dal progetto di Palladio.
In ripetute campagne di restauro (1976 e 1998), sono state eliminate le superfetazioni interne sia moderne che settecentesche (come la scala eseguita da Francesco Muttoni). Sono anche emersi resti di decorazione tre-quattrocentesca dell’edificio preesistente.
Il settore nord della villa rispecchia la planimetria originale con corridoio centrale con volta a botte e quattro ambienti laterali simmetrici formati dalla successione di due salette rettangolari con volta a botte (su strada) cui seguono due sale quadrate, una con volta a padiglione, l’altra con volta a vela. La sala grande ovest conserva gli affreschi di Giovanni De Mio sul soffitto a padiglione. Al centro il mito di Deucalione e Pirra, intorno quattro scene di battaglia. Di notevole suggestione il piano sottotetto recuperato con l’ultimo restauro.
La villa, passata dai Thiene ai Valmarana, è sede municipale dal 1871.
E’ patrimonio UNESCO.

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