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Villa Pisani

Villa-Pisani, ville del palladio

Villa Pisani, De Lazara Pisani, Ferri de Lazara, Bonetti

Lungo la strada che da Lonigo conduce a Cologna Veneta si incontra il borgo di Bagnolo. Oltre il fiume Guà, in antico la principale via di comunicazione, ora stretto da argini che in parte la nascondono, sorge la Villa Pisani.
Committenti i fratelli Vettore, Marco e Daniele Pisani, di una famiglia patrizia tra le più cospicue di Venezia. Era stato il padre Giovanni ad acquistare nel 1523 dallo Stato Veneto il feudo di Bagnolo, appartenuto ai veronesi Nogarola, cui era stato confiscato per l’atteggiamento filoimperiale della famiglia durante la guerra di Cambrai.
Andrea Palladio è l’architetto del complesso, che pubblica nei “Quattro Libri dell’Architettura” pianta e alzato della villa. Il cantiere lavora alacremente dal 1542 al 1545 e prosegue anche nei decenni successivi.
La facciata sul fiume presenta una loggia bugnata a tre archi con lesene doriche bugnate che reggono la trabeazione classica sulla quale insiste il timpano triangolare. Una scalinata semicircolare porta all’arco centrale, mentre gli altri due sono chiusi da balaustre. Due basse torri inquadrano la loggia. La facciata verso campagna è caratterizzata da una grande finestra termale al centro del registro superiore. Una scalinata conduce alla porta d’ingresso affiancata da due finestre rettangolari che si ripetono in quelle laterali in asse con i finestrini quadrati del sottotetto. Secondo il progetto di Palladio era previsto un piccolo pronao tetrastilo al di sotto della finestra termale. Erano inoltre previste delle barchesse disposte a quadriportico, a chiusura del cortile, di cui fu eretto però solo il lato occidentale, scomparso già nel Settecento. Entro il 1569 furono invece costruiti altri vasti fabbricati rurali nella campagna al di là del grande brolo rettangolare recintato. Purtroppo un incendio nel 1806 e bombardamenti aerei nel 1945 hanno gravemente compromesso queste parti rustiche. L’attuale grande barchessa che delimita la parte settentrionale del cortile è frutto di un intervento del XIX secolo.
La pianta della villa presenta un grande salone centrale a “T” che conserva la decorazione a fresco a grottesche nella volta a crociera e scene tratte dalle “Metamorfosi” di Ovidio in quella a botte. Ai lati del salone si aprono due sequenze di tre stanze di proporzioni diverse. I soffitti sono a travatura lignea, i pavimenti in graniglia alla veneziana. Sono conservati anche i camini originali. La stanza d’angolo sud-est conserva la decorazione a tempera di ignoto pittore con scene tratte dal “Decamerone” sul registro superiore delle pareti e sul soffitto a padiglione.
Dal 1977 sono seguite più campagne di restauro per opera dei conti Ferri de Lazara e quindi dagli attuali proprietari signori Bonetti.

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